Donne allo specchio

C’era un tempo in cui le bambine giocavano a Castello e “Uno due tre Stella”. Ora invece, le bambine impiegano il loro tempo a incipriarsi il naso. Fra trucchi, massaggi e manicure, magari trovano anche il tempo per fare shopping, con Barbie sottobraccio. Kid’s Beauty, così chiamano all’estero il “Tempio del benessere” rivolto a bambine rigorosamente under 14. Le caramelle ci sono, lo smalto e il rossetto, pure. Le mamme? Loro sono ben liete di accompagnarle, soddisfatte delle loro caricature in miniatura. Madri che a tutti costi vogliono sembrare moderne e progressiste, così spaventate dall’idea di apparire noiose conservatrici, da aver fretta di far crescere le loro figlie. Madri talmente assuefatte dalla violenza subdola da non riuscire più nemmeno a percepirla, diventandone loro stesse artefici. Viviamo in una società schizofrenica in cui, da un lato, si riconosce la protezione del bambino come valore primario, dall’altro, si tende a opacizzare sempre più le differenze tra adulti e bambini, ad accelerare la loro crescita in nome di una precocità che dovrebbe renderli vincenti nell’arena sociale, quando invece, inculcare nei bambini atteggiamenti tipici degli adulti, altro non è, che una forma di violenza. Furto dell’infanzia. Nella nostra società si diffondono sempre più manifestazioni mascherate di violazione dell’infanzia, basta sfogliare riviste di moda (vedi il caso Vogue) in cui proliferano foto di ragazzine truccate in abiti succinti e pose seduttive, sempre più somiglianti a bambole gonfiabili che, in maniera più o meno esplicita, veicolano messaggi più o meno erotici. Il tutto, naturalmente, avviene per la gioia degli sponsor e della mamma che, con occhi sognanti, attende il successo dell’amata figlia. Così, mentre le donne si preparano a scendere in piazza per difendere la loro dignità e contrastare l’utilizzo volgare e offensivo che si fa della loro immagine, le bambine si “erotizzano”. Ciò che più preoccupa è che a questa forma di erotizzazione precoce non concorrono soltanto i media ma anche molti genitori. Le ragazzine sono così indotte a pensare al loro corpo come oggetto di desiderio altrui e a considerarsi cose da guardare e valutare per il loro aspetto, incoraggiate a impegnarsi in atteggiamenti seduttivi che attirano l’attenzione dell’altro sesso, prima ancora di essere in grado di comprenderne le potenziali conseguenze sul piano fisico e psicologico. Il fatto che, per imitazione, una ragazzina arrivi ad assumere atteggiamenti da lolita, non fa che fornire appoggio agli stereotipi sessuali che dipingono le donne come oggetti di desiderio e fanno dell’aspetto estetico il cuore del loro valore, arrivando a rappresentare un allettante vivaio che soddisfa le brame voyeuristiche e normalizza gli appetiti dei pedofili. Per questo, di fronte a tali forme di mercificazione, i genitori ma soprattutto la donna nel proprio ruolo di madre, dovrebbe prendere coscienza di come i propri atteggiamenti possano incoraggiare questa tendenza invece di ridurne l’impatto. Forse ogni madre dovrebbe ricordarsi più spesso di quando era bambina e giocava a Castello e “Uno due tre Stella”. Quando l’infanzia né si comprava, né si vendeva e ogni bambino, aveva ancora il diritto di essere bambino. Ora invece, viviamo in un paese in cui fa giustamente inorridire l’idea che un ricco, vecchio signore possa aver usato giovani donne per soddisfare i suoi “bassi istinti” ma, la naturalezza con cui le giovani donne ammettono candidamente di essersi fatte usare, non ci meraviglia più.


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